domenica 18 ottobre 2015

Da Uomo a travestito - Vita di una transessuale

Come vi avevo promesso, sono a raccontarvi qualcosa della mia vita, dopo avervi raccontato nel mio primo post. Una vita intensa quella di una transessuale, piena zeppa di difficoltà, circostanze curiose e storie fuori dal comune. Provando a guardare la mia vita dall'esterno, come se io fossi un'altra, vedo una donna e un mondo surreale, che niente hanno a che fare, con la vita di tutti giorni che hanno la maggior parte delle persone per l'appunto comuni. Essere una transessuale vuole dire non avere una vita comune, vuole dire spesso avere amici bizzarri e famiglie piuttosto particolari. Essere transessuali vuol dire vivere nel surreale.

Tornando a guardarmi da dentro, dopo aver realizzato per l'ennesima volta di vivere una vita al di fuori del comune, capisco di amare nonostante tutte le difficoltà, la mia pazza e folle di vita da transessuale. Oggi sono una quarantenne transessuale finalmente felice;  la strada per arrivare a questa felicità è stata molto lunga e mi ha portato nel corso del tempo a subire  molte trasformazioni sia nel corpo che nell'anima. Mi sono sempre sentito una donna dentro di me, ma il processo per diventarlo realmente è stato molto lungo e duro. Oggi vi racconterò una parte della mia trasformazione, quando a vent'anni mi sono trasferita a Milano e pur non avendo nessuna operazione, inizia a vestirmi con una donna.

La vita di un medio piccolo paese del Sud, può essere intrisa di molta cattiveria, per chi come me, vorrebbe vivere la sua omosessualità senza paura e con fierezza. Mi sentivo donna ormai da tempo e dopo un periodo di confusione nell'età adolescenziale ero ormai sicura del mio Status: ero senza se e senza ma un omosessuale ed il mio sogno era quello di essere una donna. La mia famiglia non viveva bene, quella che ormai appariva una decisione. Devo essere onesto, che mia mia famiglia nonostante tutto è una famiglia molto unita e molto bella, ma è anche vero che per i miei genitori non giovanissimi già all'epoca era difficile se non impossibile accettare la mia sessualità con serenità. Io ero il terzo di 2 sorelle e 2 maschi. Il mio fratello maggiore, mi ripudiava con disprezzo e non riusciva ad accettare la mia natura, mentre fortunatamente le mie sorelle, mi hanno sempre compreso e sostenuto per quanto possibile. A diciannove anni inizia a vestirmi da donna alla sera per uscire in alcuni night piuttosto trasgressivi di Catanzaro. Non so se questi erano i posti adatti per me, ma sapevo che quei locali sarebbero stati gli unici posti dove mi avrebbero accettato di buon grado.
Il problema che dopo un po' fui riconosciuta dalle male lingue di paese che iniziarono a sparlare di me in modo pesante in paese e le pressioni su di me ma soprattutto sulla mia famiglia, furono tali che compresi che forse la decisione piò opportuna era quella di andarmene. In chat avevo conosciuto un ragazzo di Milano, poco più grande di me, anche lui omosessuale, che accettò di ospitarmi per un po' ,così una mattina molto presto, con un'unica piccola valigia mi recai alla stazione, lasciando un'unica lettera per la mia famiglia. Lettera nel quale spiegavo le ragioni del mio addio e chiedevo di essere compresa.

So che molti di voi, pensano che la vita di una transessuale o travestita sia fatta solo da pompini,cazzi in culo ed orge. Al di là di questi "cliché" sul mondo transex , vi invito a pensare che oltre al cliché appunto esiste una persona in carne ossa, che come ogni altro ha una vita, degli amici e soprattutto dei sentimenti. Lasciare la mia famiglia, il posto dove sono nata e tutto il mio passato è stato di una durezza glaciale anche se a sua volta è stato un piccolo passo, verso la  lunga scalata che mi ha portato a essere serena oggi. Fatta questa premessa, torniamo al racconto, arrivata a Milano, fu subito affascinata dalle possibilità che la città offriva ma allo stesso tempo mi resi conto che la vita  era davvero molto cara, rispetto alla provincia del sud Italia. Dovevo trovare come sostenermi e trovare i soldi per realizzare il mio sogno, diventare una donna. Sapevo che poter trovare tutti i soldi che mi servivono, non potevo permettermi di fare un lavoro normale, ma avrei dovuto guadagnare abbastanza bene, per sottopormi alle varie operazioni per divenire una transessuale. Come succede a tante transessuali, la strada della prostituzione è sempre la più breve. Inizia sulla strada e se da una parte, la prostituzione a diversi lati negativi, come quello di dover andare con persone anziane, persone sporche o comunque persone sgradevoli, vestirmi da donna, depilarmi e curare il mio corpo come quello di una qualunque reale donna, mi dava grande soddisfazione. Iniziamo la sera poco prima di cena a travestirmi, mi depilavo ogni giorno gambe, barba e genitali per essere sempre perfetta, quindi passavo al trucco, che cercavo di curare nei minimi particolari, cercando di non essere mai troppo volgare. In ultimo passavo alla vestizione, tacchi alti neri, minigonna, autoreggenti e reggiseno imbottito. Sulla strada, ero uno dei travestiti più giovani, quando mi feci coraggio, iniziando ad essere sempre più disinibita per attrarre clienti, amavo alzarmi su la gonna e lasciare bene in vista il mio culetto (che non era male vi giuro) e sculettare sulla strada in su e giù. Queste mie esibizioni mi portavano risultati immediati e riuscivo a tirare su anche 300 o 400 mila lire al giorno.

L'esperienza di sesso più bella che feci nel primo anno da prostituta fu quella con 2 uomini. Io travestita ventenne, ero molto ambita in strada per la mia giovinezza e freschezza, tutto sommato erano molti pochi gli incontri erano realmente piacevoli per me. Quel giorno con i due uomini, entrambi sui 35 anni circa, fu davvero molto bello. Era la prima volta che andavo con 2 uomini e l'idea mi eccitava molto. Naturalmente io ero la fornitrice del servizio ed i piaceri dei miei clienti erano primarie ai miei, ma quella volta godetti veramente tanto. I due uomini in questioni erano begli uomini ed anche piuttosto raffinati. I due mi portarono in una casa piuttosto elegante, pulita e ben arredata, non le solite topaie e motel dove ero stata in altre occasioni con altri clienti. Appena arrivata, i due mi proposero il pagamento di una extra di duecentomila lire per farlo senza preservativo e per ingoiare lo sperma, oltre a quello avrei dovuto accettare di farmi pisciare in faccia. Vi dico la verità, non accettai per le trecentomila lire che certo mi facevano comodo, ma proprio perché la loro proposta mi eccitò sia dal principio. I due mi guidarono verso la camera da letto e mi dissero di spogliarmi nuda e che avrei dovuto rimanere solo con tacchi ed autoreggenti. Ordinai ai loro ordini e li attesi per qualche minuto nella stanza, eccitata per la situazione che stavo per vivere.

I due uomini si presentarono nella stanza entrambi nudi, uno dei due era piuttosto dotato e magro, l'altro aveva un fisico abbastanza scolpito ed un cazzo dire nella media. Il tipo muscoloso fu il primo ad avvicinarsi a me, mi bacio in bocca e poi inizio a leccarmi prima i capezzoli e poi scese giù fino ad arrivare al mio cazzo, con mia grande sorpresa il tipo inizio a succhiarmelo, cosa che capita di tanto in tanto ma che non pensavo proprio sarebbe successa in quella occasione. Mentre il tipo muscoloso mi succhiava il cazzo disteso a terra alla pecorina, da dietro arrivo l'altro tipo, quello magro e dotato che inculo il tipo muscoloso che nel frattempo continuo a succhiarmi ancora più avidamente. Tutta questa scena era molto eccitante ed insolita, generalmente ero la cagna da fottere ed in quel frangete mi ritrovai ad essere attiva, cosa che ero sincero non apparteneva alla mia natura, ma che nell'occasione specifica mi eccitava. Il tipo muscoloso continuava a prenderlo in culo gemendo di piacere mentre prendeva tutto quel bel cazzone in culo e mi faceva una certa invidia, poi di un tratto il tipo si alzo  e mi mise a gambe larghe sul letto, inizio a leccarmi il culo ed allargalo brevemente con il dito poi tutto d'un tratto mi infilzò, generai un gemito di piacere e mentre il tipo mi prendeva e gambe larghe, l'altro a sua volta inculava l'amico. Quando il colpo di cazzo del maschio magro e dotato penetrava il culo dell'uomo muscoloso, il colpo provocava la spinta anche del cazzo del tipo muscoloso nel mio ano. Ad ogni colpo di cazzo, quindi, si sentivano cadenziate in un intervallo perfetto prima il gemito di piacere del tipo muscoloso e poi il mio. Era la prima volta come vi raccontavo che facevo sesso a tre ed era davvero molto bello godere assieme ad altri uomini in quel trenino di sesso perfetto. Quando i due furono belli pieni ed erano pronti per esplodere, mi fecero inginocchiare a terra  per ricevere la loro calda sborra calda in faccia. Io ubbidii ed eccitatissima mi masturbavo mentre con la bocca aperta aspettavo assetato il loro caldo liquido in bocca. Fu prima l'uomo muscoloso a sborrarmi in bocca, che mi invitò a tenere la bocca aperta e la mia sua sborra in gola, quindi venne anche il tipo magro che mi riempii la bocca ed il viso, io inizia a fare dei gargarismi tenendo la loro densa sborra in bocca e poi ingoia tutto e nel frattempo sborrai arrapata, sporcando il pavimento. Non era ancora finita però, i due mi invitarono a stare inginocchiata e con la bocca aperta e prima l'uno e poi l'altra mi pisciarono a turno in faccia. Il sapore era davvero amaro, ma la situazione continuava ad eccitarmi, mi feci scivolare il piscio su tutto il corpo, e quindi chiedi di poter fare una doccia. Dopo la doccia, i due mi portarono direttamente a casa e mi chiesero il mio telefono che io gli detti con grande piacere.
Con Daniele e Valerio, questo è il nome dei due uomini, sono seguiti altri incontri per circa 2 anni ed è nata anche un'amicizia e complicità. Chissà forse un giorno vi racconterò anche altre storie con loro. 

Un salutone dalla vostra
Lulù porcellina


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